domenica 18 settembre 2011

Giulietta: un messaggio che suscita dubbi

Il Gruppo Fiat nell'ultimo decennio ha presentato le proprie auto al mercato attraverso campagne pubblicitarie connotate da un elevatissimo tasso emozionale. Umorismo e poesia hanno generato negli utenti un consistente coinvolgimento emotivo, indipendentemente dalla percezione del bisogno di acquisto di una nuova autovettura. Alfa Romeo, in particolare, ha puntato sulla passione, comunicando sempre in maniera forte al proprio target. Gli spot hanno appassionato gli utenti, spesso allontanandosi dal loro oggetto di comunicazione (l'auto) e lasciando impresso nella memoria lo stile ed i messaggi utilizzati.




L'ultimo spot dedicato al modello Giulietta è trascinante: coinvolge il telespettatore (in particolar modo se uomo), presentando l'auto come una donna. Lo stile di comunicazione è impetuoso, impattante e distintivo. Una lunga serie di imperativi si susseguono nell'intento di stimolare il contatto con l'auto in una comunicazione che sembra incitare un atto sessuale. I 30 secondi pubblicitari terminano con la frase: "Io sono Giulietta e, prima di parlare di me, provami". Questa esortazione apre due ordini di domande in chi la ascolta: si parla male dell'auto e le vendite non decollano; si fa un gran parlare di Giulietta, ma nessuno la acquista. La comunicazione, così come impostata, palesa un momento di difficoltà di questo modello e, nonostante l'alto coinvolgimento emotivo, si percepisce la debolezza attuale.


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