giovedì 25 ottobre 2012

Apple non conosce l'inerzia e la stasi

"Stay hungry": l'invito di Steve Jobs è l'espressione che sintetizza in maniera perfetta l'approccio al mercato di Apple. Un'azienda che non vive e si autocelebra per i propri successi passati e per il proprio status. Un brand "senza pace" che conosce perfettamente i meccanismi di obsolescenza dei prodotti tecnologici e si fa portatore di innovazione continua anche a costo di cannibalizzare in parte i propri prodotti. Distruggere e rinnovare per creare valore: un'azienda che non ha paura di abbattere le barriere. Nei giorni in cui è on air la serie di spot dell'iPhone 5 che incantano il pubblico per la loro semplicità con uno stile di comunicazione impeccabile, Apple lancia l'iPad Mini.



Cade la barriera fisica e psicologica dello "stare in una mano". L'iPad diventa molto più piccolo a livello complessivo, ma il suo schermo si riduce in minima parte. Un nuovo tablet che non ha competitor sul mercato. L'iPad Mini viene lanciato con un pricing aggressivo che annienta le potenzialità di Kindle. Il prodotto firmato Amazon ora si trova ad affrontare una lotta impari. Il percorso di switching è poi chiaro: l'iPad Mini rappresenta il next step per i possessori dei due primi modelli di iPad (non di iPad 3). Nuovi acquirenti attirati dal pricing e dalla "portabilità", user che attivano comportamenti di switching: target perfetto.

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