L'impiego della tecnologia in-store è un significativo driver di
differenziazione per le insegne del grocery retail, nonché una potente
sorgente di shopping experience per i clienti. Il lancio di novità
tecnologiche mutuabili nelle shopping expedition impatta sulle tre
emozioni del consumatore, studiate e sintetizzate dal celebre modello di Mehrabian e Russell (1974): PAD (Pleasure-Arousal-Dominance). Il self-scanning,
le casse veloci, i totem informativi, le etichette elettroniche, i QR
code sono strumenti che stimolano lo shopper, essendo nuovi, rendendo
piacevole la sua shopping experience e contribuendo allo stesso tempo ad
incrementare la percezione di dominanza del cliente sul suo processo di
acquisto.
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venerdì 10 febbraio 2012
La trappola delle casse veloci
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venerdì 2 dicembre 2011
Vitaldent: piccole cose che accrescono il trust
Le insegne della sanità leggera fioriscono in Italia cavalcando l'onda
della crisi economica e sfruttando i vantaggi che i cittadini sono
abituati ad associare ad un network. Le logiche di preferenza del
piccolo professionista indipendente sono state rimpiazzate dalla scelta
di insegne riconoscibili e diffuse sul territorio. La popolazione è
ormai educata al concetto di network: dalla moda al grocery, dal
bricolage all'arredamento tutto è catena. E ora anche la salute diventa
il focus di reti.
martedì 29 novembre 2011
Come non si generano fiducia e loyalty
Milano - Ore 19.30 di un giorno feriale nel punto vendita Billa di Via
Torino: è in scena la distruzione della fiducia nell'insegna. I
percorsi tra gli scaffali non presentano criticità straordinarie:
permane una store atmosphere non esperienziale in cui la cura per il
dettaglio non costituisce una priorità. Dal reparto ortofrutta alla
pescheria non si può certo dire che la shopping experience dei clienti
sia memorabile. In un contesto di questo tipo l'acquisto diviene un atto
routinario a basso coinvolgimento emotivo per gli shopper: spesso fonte
di stress.
Lo stress aumenta in maniera vertiginosa nel momento in cui ci si avvicina alle casse. In un orario di punta le casse aperte sono solo quattro. Le altre sono chiuse (e in due di queste vi sono le operatrici a contare il denaro, noncuranti del caos presente nel punto vendita). Le code sono disordinate, non vi sono criteri chiari di attesa. Si può accedere da più punti. Uno scenario assurdo, favorito dalla lentezza delle cassiere, spesso poco cortesi e poco attente al cliente.
Lo stress aumenta in maniera vertiginosa nel momento in cui ci si avvicina alle casse. In un orario di punta le casse aperte sono solo quattro. Le altre sono chiuse (e in due di queste vi sono le operatrici a contare il denaro, noncuranti del caos presente nel punto vendita). Le code sono disordinate, non vi sono criteri chiari di attesa. Si può accedere da più punti. Uno scenario assurdo, favorito dalla lentezza delle cassiere, spesso poco cortesi e poco attente al cliente.
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mercoledì 23 novembre 2011
Con Geomercato il Km 0 è a domicilio
La sensibilità per i prodotti alimentari Bio cresce: lo testimoniano i
dati di mercato e gli investimenti dei grocery retailer in questa
direzione (Esseluna e Coop in primis). La ricerca di "naturalezza",
funzionale al benessere e ad una sana alimentazione, guida i processi di
acquisto di numerosi shopper. Anche in presenza di assortimenti ampi e
profondi nei supermercati, l'healthy shopper soffre la distanza dal
contadino. Le insegne offrono prossimità e prodotti bio, ma non c'è il
contatto diretto con il produttore.
Si parla da anni di Km 0, ma il mercato ha sempre risentito del gap spazio-temporale tra acquirente e contadino: distanza eccessiva del punto di approvvigionamento, orari non compatibili con il lavoro (anche quando la consegna viene effettuata a domicilio). Questi fattori hanno spesso disincentivato l'acquisto a Km 0, originando un gap tra intenzioni e comportamenti.
Fonte: www.geomercato.com
Si parla da anni di Km 0, ma il mercato ha sempre risentito del gap spazio-temporale tra acquirente e contadino: distanza eccessiva del punto di approvvigionamento, orari non compatibili con il lavoro (anche quando la consegna viene effettuata a domicilio). Questi fattori hanno spesso disincentivato l'acquisto a Km 0, originando un gap tra intenzioni e comportamenti.
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