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sabato 12 novembre 2016

La cultura dei dati: la sfida aziendale degli analytics

Nell'epoca della sharing economy, il dato è tutto; è la nuova moneta. I dati fanno la differenza, costituiscono un asset cruciale. Tutti lo affermano, ma in realtà quasi tutti razzolano male. Pur essendoci una grande consapevolezza relativa all'utilità dei celeberrimi Big Data, sono poche le aziende che li sfruttano davvero. Un'infografica di KPMG centra perfettamente il problema: cultura e fiducia sono i driver che contribuiscono alla diffusione di un utilizzo massiccio di dati e analytics. Non sono chiari  i benefici, i rischi percepiti sono troppo alti e così il gap di utilizzo esplode. Qualità, efficacia, resilienza e integrità sono alla base dei trusted analytics. Molte aziende devono cambiare pelle per cogliere il trend dei Big Data e monetizzarlo: cambiare in maniera disruptive ed efficace routine e cultura non è però cosa semplice. Ricorrere a partner esterni può essere un modo utile per innovare sul tema.


lunedì 26 agosto 2013

Spuma di sciampagna: la creatività è carente, ma il messaggio è chiaro

La strada della brand extension è ricca di trappole per un marchio. Il rischio più rilevante è legato alla coerenza dell'estensione. Deve esserci un giusto fit tra la categoria di partenza del brand e quella di destinazione. Spuma di Sciampagna, lo storico brand di detergenti di Italsilva, ha seguito un percorso di brand extension assolutamente coerente. Tante referenze per rispondere al bisogno di pulito. L'utilizzo di uno stesso brand su più referenze va però comunicato. Oggi Spuma di Sciampagna comunica l'ampiezza della propria offerta. Lo spot è semplice, troppo semplice. Lo sforzo creativo è stato minimo. Lo stile non colpisce sicuramente il consumatore che però riceve in messaggio chiaro: Spuma di Sciampagna come risposta a tutte le esigenze per il bucato. Basso costo, alta efficacia: una maggiore creatività avrebbe aumentato significativamente l'impatto.

mercoledì 30 novembre 2011

Arriva la pompa di insulina smart & fashion

Il paziente affetto da diabete di tipo 1 gestisce un set di prodotti per la terapia della propria patologia: penna preriempita di insulina, glucometro (e tutto ciò che è necessario per rilevare la glicemia pre e post: dalle lancette ai cerotti, passando per acqua ossigenata, ovatta e salviette disinfettanti) e così via. Gli investimenti delle aziende farmaceutiche (e di device) si sono riversate proprio verso la semplificazione della gestione della terapia al fine di migliorare la qualità della vita del paziente (QoL).



giovedì 29 settembre 2011

TIM: una (debole) serialità costruita in corsa

Ho già scritto qualche tempo fa di Tim e delle lacune delle ultime campagne pubblicitarie. Nel frattempo però la situazione non è migliorata e i nuovi spot continuano a non convincere. Dopo la lacunosa mini-serie di Cristoforo Colombo, in cui umorismo ed efficacia comunicativa erano praticamente assenti, ora ci si affida ad un nuovo personaggio storico. Dopo Leonardo e Colombo, arriva  Giulio Cesare, interpretato da Neri Marcorè.







La nuova campagna cala un altro asso della recitazione italiana: Gigi Proietti. Appare come una mossa dettata dall'emergenza derivante dall'inefficacia dei passaggi precedenti. Si affida a Proietti il ruolo di "salvatore", seguendo la scia di quanto fatto con Raffaella Carrà. La fretta e l'urgenza sono però due cattive consigliere.