I luxury brand della moda hanno investito in maniera copiosa su
strategie orientate al total look. Avere consumatori griffati dalla
testa ai piedi con i propri capi ed accessori rappresentava fino a qualche
anno il dediderata più ambito dalle maison più importanti. Camminando
per strada all'inizio degli Anni 2000 non era insolito incontrare
persone che avevano sposato il total look: Armani ha lavorato molto in
tal senso, raggiungendo i risultati migliori.
Oggi si imbeccano con frequenza calante i "dipendenti da una marca": il
total look ha ceduto il posto al mix&match. Non è più un solo brand
a farla da padrone nel guardaroba dei consumatori, né tantomeno un
novero di luxury brand. Attualmente lo (la) shopper predilige la varietà:
eterogeneità in termini di brand, stili, fasce di prezzo, luogo d'acquisto. Zara viene abbinato con Gucci, H&M con Versace, la borsa della nonna con la cinta di Louis Vuitton, un vestito D&G con le scarpe acquistate al mercatino.
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giovedì 1 settembre 2011
Dal total look al mix&match: così cambia la moda
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domenica 21 agosto 2011
Fashion partnership: l'unione fa la moda
I brand del mondo della moda hanno sempre richiesto una gestione complessa: posizionamento chiaro e distintivo in grado di generare l'identificazione dello shopper nel marchio. I concetti di lusso, esclusività, capacità distintiva, status hanno dettato legge per decenni: le associazioni ai brand della moda afferivano sempre e comunque a questi canoni.
Era difficile, se non impossibile, assistere tempo fa a commistioni tra marchi. Ogni maison era arroccata nel proprio atelier ed era impensabile accostarsi ad un'altra casa di moda, sovrapponendo le proprie immagini. Un tempo facevano notizia solo le "fughe" degli stilisti. Oggi invece è sempre più frequente l'attività di co-branding evoluto, laddove il marchio proveniente dal luxury fashion viene affiancato ad altri brand, non necessariamente appartenenti al mondo dell'abbigliamento.
Era difficile, se non impossibile, assistere tempo fa a commistioni tra marchi. Ogni maison era arroccata nel proprio atelier ed era impensabile accostarsi ad un'altra casa di moda, sovrapponendo le proprie immagini. Un tempo facevano notizia solo le "fughe" degli stilisti. Oggi invece è sempre più frequente l'attività di co-branding evoluto, laddove il marchio proveniente dal luxury fashion viene affiancato ad altri brand, non necessariamente appartenenti al mondo dell'abbigliamento.
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