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lunedì 20 febbraio 2012

L'informazione "terroristica"

Identificare il confine tra notizia reale e "ricamo giornalistico" non è cosa semplice. Esiste l'informazione vera e quella iperbolica. Il giornalismo è sempre a caccia dello scoop, della notizia, sconfinando talvolta nell'esagerazione. Si cerca di colpire l'opinione pubblica, perdendo di vista il reale stato dell'arte. La recente "emergenza neve" ne è stata la dimostrazione. E' stato proclamato lo stato di emergenza, invitanto tutti a non mettersi in viaggio a causa del blocco totale delle strade.


Viviamo in Italia, non nella savana. Può capitare che in inverno nevichi. Non può certo capitare quanto è accaduto a Roma, ma Roma nelle scorse settimane non rappresentava la "media italiana", bensì un'anomalia. TG e quotidiani hanno dichiarato che molti paesi d'Abruzzo erano isolati, facendo leva su storie "toccanti": persone anziane senza acqua e luce, lontane dai centri abitati. Non si può terrorizzare un paese sulla base di un caso, per giunta volontario: quelle persone hanno deciso di vivere lontano dal paese, utilizzando sempre il pozzo e le candele, non solo in inverno.

venerdì 16 dicembre 2011

Il nostro paese disegnato da Daniele Silvestri

Un post musicale a chiusura di questa settimana. "Questo paese" di Daniele Silvestri è una cruda fotografia cantata di un'Italia che speriamo stia cambiando.

La grandezza di questo paese
non è più nelle piazze, non è nelle chiese
Non è Roma di marmi, fontane e potere
Né Milano tradita da chi se la beve.
Non è Genova o Taranto, signore del mare.
Non è Napoli e questo è persino più grave.
Non è più divertente tirare a campare
soprattutto non è originale.

La fortuna di questo paese
non è più degli artisti
non è delle imprese
Non c'è nei discorsi di chi vado a votare
se grandezza ce n'è non si riesce a vedere
così hai voglia a cercarla tra i mille canali
sia su quelli analogici che sui digitali
ma non serve aumentare la definizione
per vedere più grande un coglione. 
 

lunedì 5 dicembre 2011

Il nostro patrimonio culturale: un vantaggio competitivo non imitabile

Questo post trae spunto dalla puntata di Report di ieri sera. Ampio spazio è stato dedicato allo "spreco artistico-culturale" visibile nel nostro paese. Deteniamo un tesoro enorme, ma siamo incapaci di gestirlo. Nessun paese è comparabile all'Italia in termini di siti artistici, culturali e archeologici. Il resto del mondo può offrire forza lavoro a prezzi più bassi, può copiare tecnologie, ma non può riprodurre il nostro patrimonio. Forse abbiamo troppo. Paesi con molte meno ricchezze culturali, le gestiscono in maniera eccellente.



Nella trasmissione di ieri ho sentito dire: "La cultura non deve produrre reddito, ma solo cultura". E' qui il nodo del problema. Se si continua a pensare che l'arte e la storia sono solo generatori di cultura, continueremo a distruggere il nostro patrimonio. La cultura alimenta certamente l'intelligenza, ma contribuisce il egual misura a generare ricchezza. Le due cose non sono inconciliabili. L'arte non origina reddito nel momento in cui è gestita in maniera estemporanea, autonoma ed incoerente rispetto al "sistema Paese".