Identificare il confine tra notizia reale e "ricamo giornalistico" non è cosa semplice. Esiste l'informazione vera e quella iperbolica. Il
giornalismo è sempre a caccia dello scoop, della notizia, sconfinando
talvolta nell'esagerazione. Si cerca di colpire l'opinione pubblica,
perdendo di vista il reale stato dell'arte. La recente "emergenza neve"
ne è stata la dimostrazione. E' stato proclamato lo stato di emergenza,
invitanto tutti a non mettersi in viaggio a causa del blocco totale
delle strade.
Viviamo in Italia, non nella savana. Può capitare che in inverno
nevichi. Non può certo capitare quanto è accaduto a Roma, ma Roma nelle
scorse settimane non rappresentava la "media italiana", bensì
un'anomalia. TG e quotidiani hanno dichiarato che molti paesi d'Abruzzo
erano isolati, facendo leva su storie "toccanti": persone anziane senza
acqua e luce, lontane dai centri abitati. Non si può terrorizzare un
paese sulla base di un caso, per giunta volontario: quelle persone hanno
deciso di vivere lontano dal paese, utilizzando sempre il pozzo e le
candele, non solo in inverno.
Visualizzazione post con etichetta Sistema Paese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sistema Paese. Mostra tutti i post
lunedì 20 febbraio 2012
L'informazione "terroristica"
Etichette:
Abruzzo,
Emergenza neve,
Informazione terroristica,
Iperbole,
Mediaset,
Pescocostanzo,
Quotidiani,
Rivisondoli,
Roccaraso,
Roma,
Scoop,
Sistema Paese,
Terrorismo psicologico,
Tg
venerdì 16 dicembre 2011
Il nostro paese disegnato da Daniele Silvestri
Un post musicale a chiusura di questa settimana. "Questo paese" di Daniele Silvestri è una cruda fotografia cantata di un'Italia che speriamo stia cambiando.
La grandezza di questo paese
non è più nelle piazze, non è nelle chiese
Non è Roma di marmi, fontane e potere
Né Milano tradita da chi se la beve.
Non è Genova o Taranto, signore del mare.
Non è Napoli e questo è persino più grave.
Non è più divertente tirare a campare
soprattutto non è originale.
La fortuna di questo paese
non è più degli artisti
non è delle imprese
Non c'è nei discorsi di chi vado a votare
se grandezza ce n'è non si riesce a vedere
così hai voglia a cercarla tra i mille canali
sia su quelli analogici che sui digitali
ma non serve aumentare la definizione
per vedere più grande un coglione.
non è più nelle piazze, non è nelle chiese
Non è Roma di marmi, fontane e potere
Né Milano tradita da chi se la beve.
Non è Genova o Taranto, signore del mare.
Non è Napoli e questo è persino più grave.
Non è più divertente tirare a campare
soprattutto non è originale.
La fortuna di questo paese
non è più degli artisti
non è delle imprese
Non c'è nei discorsi di chi vado a votare
se grandezza ce n'è non si riesce a vedere
così hai voglia a cercarla tra i mille canali
sia su quelli analogici che sui digitali
ma non serve aumentare la definizione
per vedere più grande un coglione.
Etichette:
Daniele Silvestri,
Italia,
S.C.O.T.C.H.,
Sistema Paese
lunedì 5 dicembre 2011
Il nostro patrimonio culturale: un vantaggio competitivo non imitabile
Questo post trae spunto dalla puntata di Report di ieri sera. Ampio
spazio è stato dedicato allo "spreco artistico-culturale" visibile nel
nostro paese. Deteniamo un tesoro enorme, ma siamo incapaci di gestirlo.
Nessun paese è comparabile all'Italia in termini di siti artistici,
culturali e archeologici. Il resto del mondo può offrire forza lavoro a
prezzi più bassi, può copiare tecnologie, ma non può riprodurre il
nostro patrimonio. Forse abbiamo troppo. Paesi con molte meno ricchezze
culturali, le gestiscono in maniera eccellente.
Nella trasmissione di ieri ho sentito dire: "La cultura non deve produrre reddito, ma solo cultura". E' qui il nodo del problema. Se si continua a pensare che l'arte e la storia sono solo generatori di cultura, continueremo a distruggere il nostro patrimonio. La cultura alimenta certamente l'intelligenza, ma contribuisce il egual misura a generare ricchezza. Le due cose non sono inconciliabili. L'arte non origina reddito nel momento in cui è gestita in maniera estemporanea, autonoma ed incoerente rispetto al "sistema Paese".
Nella trasmissione di ieri ho sentito dire: "La cultura non deve produrre reddito, ma solo cultura". E' qui il nodo del problema. Se si continua a pensare che l'arte e la storia sono solo generatori di cultura, continueremo a distruggere il nostro patrimonio. La cultura alimenta certamente l'intelligenza, ma contribuisce il egual misura a generare ricchezza. Le due cose non sono inconciliabili. L'arte non origina reddito nel momento in cui è gestita in maniera estemporanea, autonoma ed incoerente rispetto al "sistema Paese".
Etichette:
Arte,
Cultura,
Marketing Turistico,
Patrimonio culturale,
Report,
Sistema Paese,
Turismo
Iscriviti a:
Post (Atom)
