I seggi apriranno tra 48 ore e la campagna elettorale vive le sue ultime ore d'aria. La bagarre elettorale ha le ore contate ed è un bene. I concorrenti in lizza per il Governo hanno inanellato una serie infinita di errori. Con il voto alle porte, la probabilità di altri scandali e scivoloni fortunatamente si riduce. Nessuno è stato esente da errori e polveroni più o meno densi. Il Partito Democratico è partito da una maggioranza ampia, ma ha scontato la paura del nuovo. Il peccato originale di aver investito solo su Bersani, accantonando il Rottamatore Renzi, ha rallentato la corsa della sinistra. La tradizionale inerzia del leader che non ravvisa il bisogno di innovare. A rendere più faticosa la corsa elettorale della sinistra ci ha pensato poi lo scandalo MPS.
Il PDL ha trasformato la campagna elettorale in uno spettacolo comico di burattini, diretti da Silvio Berlusconi. Le solite battute volgari, le solite operazioni ad effetto di calciomercato. Una continua indecisione che ha delegittimato tutte le persone del suo partito, ancora una volta Berluscocentrico. Le solite promesse irrealizzabili. Gli anziani in fila per richiedere il rimborso dell'IMU, purtroppo, dimostrano che il Cavaliere è un incantatore di folle che sa come ottenere consensi. Marketing però non è solo propaganda: marketing é promettere e mantenere le promesse. Il boomerang delle attese disattese è fragoroso.
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venerdì 22 febbraio 2013
I continui errori del marketing elettorale
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giovedì 14 febbraio 2013
Il direct marketing elettorale è local
La campagna elettorale più incerta della storia è in scena. L'esposizione mediatica per i candidati premier è elevatissima. Gli stili e gli argomenti convergono. Casa e famiglia: i temi più ricorrenti. Nonni che abbracciano i propri nipoti, proclamazioni di sacralità della prima casa. I grandi temi economici sembrano spariti: poca "testa" e tanta "pancia". Mentre i leader di partito imperano in televisione, i candidati regionali ricorrono al direct marketing, facendo leva sul sentimentalismo e sull'attacamento alla terra di origine dei milanesi "di adozione".
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