giovedì 16 febbraio 2017

Perché Sanremo è Sanremo? Perché piace

Criticato e ostracizzato, il Festival di Sanremo sopravvive florido. Condannato ogni anno all'ultima edizione, risorge costantemente perché gli italiani senza il Festival forse non si sentono tali. Démodé e popolare, Sanremo non accenna a crollare; al contrario gli ascolti confermano che l'Italia (forse) non può fare a meno della sua settimana festivaliera. I gruppi di ascolto rinascono per criticare e giudicare: come durante i Mondiali di Calcio, diventiamo tutti esperti di musica e spettacolo. Siamo arrivati al momento nel quale vale la pena inquadrare deinitivamente il Festival come un momento nazionàl-popolare, iconico, storico che, in quanto tale, non può essere messo in discussione ogni anno. Il format può essere sicuramente rinnovato (e a ben guardare, la trasformazione è stata profonda negli ultimi 15 anni), ma l'istituzione non può mancare.


Il Festival delle larghe intese si è concluso da qualche giorno con un successo su tutta la linea. Maria De Filippi ha conquistato l'Ariston, portando il suo stile a Sanremo e arricchendo la sua conduzione: una vera e propria consacrazione. Carlo Conti (che generalmente non amo) a Sanremo trova sempre la sua cifra, è l'uomo giusto al posto giusto: quest'anno (al suo terzo Sanremo) si è dimostrato un conduttore intelligente, capace di fare un passo indietro e lasciare spazio alla sua partner sul palco per "salvare" il prodotto festivaliero. Crozza nella media: nessun picco e nessuno scivolone. Ospiti centrati, molto centrati. La scenografia davvero innovativa ha fatto da sfondo ad panorama di canzoni ricco nel quale spiccavano pezzi innovativi e di spessore. Le donne più efficaci degli uomini: Fiorella Mannoia, Paola Turci ed Elodie graffiavano. Non hanno trionfato i talent: X Factor e Amici hanno dovuto chinare il capo al cospetto della gavetta musicale "tradizionale". Questa "sconfitta" dimostra che forse Sanremo ha ancora un suo senso nella scena italiana.


La classifica finale ha stupito, ma ha premiato un brano assolutamente geniale. Occidentali's Karma di Francesco Gabbani, infatti, ha nel testo un retrogusto di Battiato e nella musica l'efficacia tipica del tormentone. Dispiace per quel secondo posto di Fiorella Mannoia: una vera icona della musica italiana, capace di mettersi in gioco, di scendere dal piedistallo conquistato con merito negli anni. Canzone intensa, nelle sue corde, che ha esaltato la sua capacità interpretativa.


Quando i conduttori funzionano e la musica c'è non si può negare che il Festival sia andato bene. Sui ritmi e sui tempi si può certamente lavorare per alleggerirlo, ma il Festival non scomparirà. E se un'azienda come TIM investe pesantemente su Sanremo una ragione ci sarà, ma questa è un'altra storia.